… ora sembra solo un lontano ricordo.
La sofferenza intendo, ma il suo volto, dolce e protettivo è sempre presente nelle mie giornate, nei frammenti della memoria …
La rabbia ha lasciato spazio alla serena consapevolezza che l’amore non è solo fisico.
Oggi, grazie a lui, posso credere un po’di più agli angeli.
Quando le loro ali non si possono accarezzare e si liberano verso il cielo, l’amore per una persona cara, rimane nell’aria…e si sente, lo puoi annusare perché è tanto forte quanto il legame che unisce.
La stanza quella sera aveva un profumo diverso …
La casa in cui vivo non mi è mai appartenuta.
Una sofferta convinzione dettata dalla tangibile mancanza di calore.
Il freddo che pervade corpo e mente è diventato una costante.
Inserisco la chiave nella serratura.
Un sospiro di rassegnazione da inizio ad una nuova serata malinconica.
Questo è lo scenario che fa da sfondo alla monotonia delle mie giornate.
Lo scandire delle ore piene di rancore nei confronti di una famiglia distante …. anzi, direi assente, diviene sempre più insopportabile.
Le lacrime ridisegnano solchi ormai tatuati sul mio viso … occhi bellissimi pieni di rimpianto.
Schegge di un’infanzia in solitudine e una paura infondata nei confronti delle persone.
La forza d’animo lascia spazio all’inerzia e l’esistenza ti slitta tra le mani senza che tu ti accorga che ogni istante vale perché è tuo e se ne disponi qualcuno l’ha voluto per te.
L’unico modo per non pensare, per non rendersi conto del tempo ormai perso a piangere è isolarsi da tutte quelle testimonianze di una vita che non si ferma a guardare … scorre e sta a te seguire la corrente o deviarla.
Foto di un mondo che continua a girare …. Io invece rimango immobile, sulle mie convinzioni.
Testarda, permalosa, ribelle …. Ma in fondo bisognosa d’affetto.
Mi distendo sul letto e guardo intorno.
Le fredde pareti nascoste da poster, quadri, disegni… un ammasso di colore il cui scopo è quello di dare un significato al bianco anonimo.
Se il cuore è inquinato, permettiamo almeno agli occhi di vedere il colore che manca ….
La finestra socchiusa lascia passare uno spiraglio di Luce…siamo ormai a fine Settembre, il mese in cui ci si gode l’ultimo strascico di un’estate tanto sospirata prima che il tran tran lavorativo ci porti alla normale vita cittadina.
Il mese dove il caldo afoso lascia spazio a quel tepore che fa bene, rinforza, ….. Il sole ancora estivo permette giornate più lunghe da scandire ora dopo ora per godersi a pieno ogni istante, spremendolo fino in fondo.
All’improvviso una risata mi distoglie dal pensiero …
Quelle mura che ricordano una gabbia, non di ferro, ma interiore, allo stesso tempo dovrebbero fare da scudo, da schermo protettore contro voci, immagini e suoni provenire dall’esterno.
Ma la curiosità mi scuote …
Mi affaccio … una grigliata, gente ancora in costume che ride e scherza … le persone che abitano a pochi passi da me non sentono il mio dolore.
Le stesse persone, legate a me sanguignamente, festeggiano un compleanno… io invece piango una persona cara.
D’istinto sono pervasa dalla rabbia più sincera. … un tentativo goffo d’invitarmi viene rifiutato da un gesto altrettanto istintivo.
Chiudo la finestra e lascio il finto buonismo fuori dalla mia stanza … osservo nervosamente le mura, quasi a cercare un appiglio da stringere per esternare a pugni chiusi il nervoso che mi logora.
Ma un’immagine all’improvviso mi rasserena …
I peluches addossati sulla poltrona …. Ecco la mia infanzia.
Pochi istanti, frammenti che mi riportano la serenità nel cuore…
Rari i ricordi belli … sulle ginocchia accoccolata, con la mano appoggiata al petto per sentire calore.. “guarda avanti e non ti curar di loro” le prime parole che vengono alla mente
In quell’angolo della stanza, proprio sotto la stessa finestra, mio nonno raccontava la sua vita, ed io mi sentivo protetta.
Un appuntamento serale al quale non avrei mai rinunciato.
Quelle parole messe una dopo l’altra e la cadenza con la quale le pronunciava mi accompagnavano verso nottate passate a sognare un mondo ricco, un futuro sereno.
Lo stesso letto ora ospita il mio corpo, la mia pelle nuda mette in risalto i graffi lasciati in un momento di debolezza, il dolore provato e rimosso istantaneamente, per non affondare oltre il limite stabilito … per non vedere il rosso denso uscire dalle ferite.
mi rendo conto …
Il discorso alla fine è sempre quello … sono ancora piccola.
Alla ricerca di un qualcosa, o meglio di qualcuno …
a dispetto delle frasi fatte, aspettando il principe rosa che mi faccia credere un po’ di più alle favole, perché, in fondo, io quel periodo non me lo ricordo … forse bimba non lo sono mai stata.
Aspettare premia.
Anche se in modo diverso da ogni possibile previsione, ignorando le molteplici possibilità così come ci insegnano le fiabe, arriva il finale.
Inconsueto, ma deciso come lo sono io.
18 Settembre 2006 ...
Mai bambina, ma si continua a crescere, si diventa sempre più grandi e questa volta qualcosa a farmi compagnia c’è.
Incenso … il nuovo profumo della stanza.
Una fragranza che rimane …
Impassibile di fronte a prodotti chimici e correnti d’aria … un sentore che si avverte su mobili, tessuti … su ogni cosa che mi ricordi lui.
Un profumo a testimonianza che in fondo la solitudine non è totale, che posso sempre contare su chi mi ha voluto bene … su chi mi ha permesso di crescere, in fretta, ma donna.
Su chi rimane tangibile anche quando non ne senti i passi su per le scale.
E se ora sono qui a scrivere della mia stanza e di tutto quello che in essa ho racchiuso, di quel mondo fatto su misura per me, è solo per lui.
Lui che ha dedicato 85 anni a me e alle mie passioni.
Mi ha insegnato a vivere a pieno le emozioni, anche se brutte, perché…. “mai avere paura in questo mondo nani”.
Frase dal grande significato che solo poche persone, uniche, possono condividere.
Un uomo che la guerra l’ha vissuta, che la vita l’ha rischiata, il dolore ha fatto da protagonista per 10 lunghi anni fra la sabbia del deserto africano…ma fino all’ultimo ha descritto, emozionandosi e senza nascondere.
Ha raccontato fiero di essere un Tinelli, le sue sconfitte e le sue vittorie senza mai dimenticare che …” nani, tu sei l’unico capitale che mi è rimasto” guardandomi fisso e accennando un sorriso.
Perché gli uomini con il mitra fra le mani e nel cuore, non dimostrano affetto … ma lo provano.
E ora, lo dico compiaciuta, sarebbe fiero di colui che ha preso in custodia quel capitale…
…vorrei rassicurare che, anche se non si è convinti fino in fondo, un angelo c’è sempre,
E se sei proprio tu ad accorgerti che l’incenso è meno forte, hai anche capito che grazie a te ora il il mio angelo è sereno.
La sofferenza intendo, ma il suo volto, dolce e protettivo è sempre presente nelle mie giornate, nei frammenti della memoria …
La rabbia ha lasciato spazio alla serena consapevolezza che l’amore non è solo fisico.
Oggi, grazie a lui, posso credere un po’di più agli angeli.
Quando le loro ali non si possono accarezzare e si liberano verso il cielo, l’amore per una persona cara, rimane nell’aria…e si sente, lo puoi annusare perché è tanto forte quanto il legame che unisce.
La stanza quella sera aveva un profumo diverso …
La casa in cui vivo non mi è mai appartenuta.
Una sofferta convinzione dettata dalla tangibile mancanza di calore.
Il freddo che pervade corpo e mente è diventato una costante.
Inserisco la chiave nella serratura.
Un sospiro di rassegnazione da inizio ad una nuova serata malinconica.
Questo è lo scenario che fa da sfondo alla monotonia delle mie giornate.
Lo scandire delle ore piene di rancore nei confronti di una famiglia distante …. anzi, direi assente, diviene sempre più insopportabile.
Le lacrime ridisegnano solchi ormai tatuati sul mio viso … occhi bellissimi pieni di rimpianto.
Schegge di un’infanzia in solitudine e una paura infondata nei confronti delle persone.
La forza d’animo lascia spazio all’inerzia e l’esistenza ti slitta tra le mani senza che tu ti accorga che ogni istante vale perché è tuo e se ne disponi qualcuno l’ha voluto per te.
L’unico modo per non pensare, per non rendersi conto del tempo ormai perso a piangere è isolarsi da tutte quelle testimonianze di una vita che non si ferma a guardare … scorre e sta a te seguire la corrente o deviarla.
Foto di un mondo che continua a girare …. Io invece rimango immobile, sulle mie convinzioni.
Testarda, permalosa, ribelle …. Ma in fondo bisognosa d’affetto.
Mi distendo sul letto e guardo intorno.
Le fredde pareti nascoste da poster, quadri, disegni… un ammasso di colore il cui scopo è quello di dare un significato al bianco anonimo.
Se il cuore è inquinato, permettiamo almeno agli occhi di vedere il colore che manca ….
La finestra socchiusa lascia passare uno spiraglio di Luce…siamo ormai a fine Settembre, il mese in cui ci si gode l’ultimo strascico di un’estate tanto sospirata prima che il tran tran lavorativo ci porti alla normale vita cittadina.
Il mese dove il caldo afoso lascia spazio a quel tepore che fa bene, rinforza, ….. Il sole ancora estivo permette giornate più lunghe da scandire ora dopo ora per godersi a pieno ogni istante, spremendolo fino in fondo.
All’improvviso una risata mi distoglie dal pensiero …
Quelle mura che ricordano una gabbia, non di ferro, ma interiore, allo stesso tempo dovrebbero fare da scudo, da schermo protettore contro voci, immagini e suoni provenire dall’esterno.
Ma la curiosità mi scuote …
Mi affaccio … una grigliata, gente ancora in costume che ride e scherza … le persone che abitano a pochi passi da me non sentono il mio dolore.
Le stesse persone, legate a me sanguignamente, festeggiano un compleanno… io invece piango una persona cara.
D’istinto sono pervasa dalla rabbia più sincera. … un tentativo goffo d’invitarmi viene rifiutato da un gesto altrettanto istintivo.
Chiudo la finestra e lascio il finto buonismo fuori dalla mia stanza … osservo nervosamente le mura, quasi a cercare un appiglio da stringere per esternare a pugni chiusi il nervoso che mi logora.
Ma un’immagine all’improvviso mi rasserena …
I peluches addossati sulla poltrona …. Ecco la mia infanzia.
Pochi istanti, frammenti che mi riportano la serenità nel cuore…
Rari i ricordi belli … sulle ginocchia accoccolata, con la mano appoggiata al petto per sentire calore.. “guarda avanti e non ti curar di loro” le prime parole che vengono alla mente
In quell’angolo della stanza, proprio sotto la stessa finestra, mio nonno raccontava la sua vita, ed io mi sentivo protetta.
Un appuntamento serale al quale non avrei mai rinunciato.
Quelle parole messe una dopo l’altra e la cadenza con la quale le pronunciava mi accompagnavano verso nottate passate a sognare un mondo ricco, un futuro sereno.
Lo stesso letto ora ospita il mio corpo, la mia pelle nuda mette in risalto i graffi lasciati in un momento di debolezza, il dolore provato e rimosso istantaneamente, per non affondare oltre il limite stabilito … per non vedere il rosso denso uscire dalle ferite.
mi rendo conto …
Il discorso alla fine è sempre quello … sono ancora piccola.
Alla ricerca di un qualcosa, o meglio di qualcuno …
a dispetto delle frasi fatte, aspettando il principe rosa che mi faccia credere un po’ di più alle favole, perché, in fondo, io quel periodo non me lo ricordo … forse bimba non lo sono mai stata.
Aspettare premia.
Anche se in modo diverso da ogni possibile previsione, ignorando le molteplici possibilità così come ci insegnano le fiabe, arriva il finale.
Inconsueto, ma deciso come lo sono io.
18 Settembre 2006 ...
Mai bambina, ma si continua a crescere, si diventa sempre più grandi e questa volta qualcosa a farmi compagnia c’è.
Incenso … il nuovo profumo della stanza.
Una fragranza che rimane …
Impassibile di fronte a prodotti chimici e correnti d’aria … un sentore che si avverte su mobili, tessuti … su ogni cosa che mi ricordi lui.
Un profumo a testimonianza che in fondo la solitudine non è totale, che posso sempre contare su chi mi ha voluto bene … su chi mi ha permesso di crescere, in fretta, ma donna.
Su chi rimane tangibile anche quando non ne senti i passi su per le scale.
E se ora sono qui a scrivere della mia stanza e di tutto quello che in essa ho racchiuso, di quel mondo fatto su misura per me, è solo per lui.
Lui che ha dedicato 85 anni a me e alle mie passioni.
Mi ha insegnato a vivere a pieno le emozioni, anche se brutte, perché…. “mai avere paura in questo mondo nani”.
Frase dal grande significato che solo poche persone, uniche, possono condividere.
Un uomo che la guerra l’ha vissuta, che la vita l’ha rischiata, il dolore ha fatto da protagonista per 10 lunghi anni fra la sabbia del deserto africano…ma fino all’ultimo ha descritto, emozionandosi e senza nascondere.
Ha raccontato fiero di essere un Tinelli, le sue sconfitte e le sue vittorie senza mai dimenticare che …” nani, tu sei l’unico capitale che mi è rimasto” guardandomi fisso e accennando un sorriso.
Perché gli uomini con il mitra fra le mani e nel cuore, non dimostrano affetto … ma lo provano.
E ora, lo dico compiaciuta, sarebbe fiero di colui che ha preso in custodia quel capitale…
…vorrei rassicurare che, anche se non si è convinti fino in fondo, un angelo c’è sempre,
E se sei proprio tu ad accorgerti che l’incenso è meno forte, hai anche capito che grazie a te ora il il mio angelo è sereno.

....sai com'è,
a volte mi manchi.
Ti voglio bene
Ti voglio bene
"Super Mario" :-)
Manopola, ma quanto scrivi!!!!!!!! devo farmi mettere nel contratto del posto nuovo di lavoro un'ora al giorno per leggere e commentare le Tinelli's news!
RispondiEliminaMagari faccio anch'io un blog... marrone...
come il cioccolato (cosa avevi capito!!)!